TRA OMISSIONE E DIFFIDENZA C’È LA VOLONTÀ DI FARE !

Fare politica è una vera e propria “Mission” ed a capo di questa c’è il leader, qualcuno cioè che esercita all'interno di un gruppo la massima influenza ed ha il dovere di gestire la cultura dei valori per il bene comune dei cittadini. Omettere e tralasciare di fare ciò, per deliberato proposito o per inavvertenza, è omettere di fare politica. C’è chi mette tutto il suo impegno, sul fronte dei valori della vita e della famiglia, ma non allo stesso modo sui valori della giustizia sociale e della pace; viceversa c’è chi si muove al rovescio. La difesa dei valori morali e dei diritti umani è efficace e credibile quando è globale e non settoriale. La D.C. è a matrice cristiana, ragion per cui chi abbraccia questo partito ha il dovere primo di non dimenticare gli insegnamenti di Gesù ! I valori della giustizia e della pace devono sempre collimare con quelli della vita e della famiglia: dividere questi due aspetti non fa di noi dei cristiani, né tanto meno dei politici rappresentanti della Democrazia Cristiana. Il rispetto e l’amore per il prossimo devono sempre essere al primo posto. La Democrazia Cristiana è uno strumento a 360° che ci permette e ci obbliga ad intervenire in contesti umanitari, religiosi e spirituali. Per quelli che non hanno ben chiara questa particolare “mission”, dico che forse hanno sbagliato partito! Credo che la politica in generale, abbia peccato troppo spesso di omissione, spingendo il cittadino, d’apprima fiducioso, a scivolare sempre di più nella diffidenza. Se ai nostri Leaders (in primis il Segretario Politico Nazionale Angelo Sandri ed il Presidente Nazionale Silvio Fregonese) sta il compito importante di rappresentare la Democrazia Cristiana tenendo alti i valori e puntando sempre al bene comune, a noi sta quello di fare il salto di qualità! E questo mettendoci in gioco, andando oltre le nostre paure, smettendo di essere nostalgici per un passato che in quanto tale non tornerà più, se non in forma diversa. Abbiamo davanti un obiettivo troppo importante e non possiamo permetterci di star seduti ad “ascoltare” le nostre indecisioni: dobbiamo agire, ora più che mai! Cari Amici, credo sia nostro dovere dare ai nostri Leaders la possibilità di esprimere la loro capacità e la loro volontà ad esercitare il loro compito di “nocchieri politici”. La titubanza di solito è una lama tagliente, in quanto indebolisce e rende schiavi di sistemi politici non condivisi. Il nostro movimento politico può e deve essere ascoltato, compreso ed abbracciato da quante più persone possibile, ma per primi noi dobbiamo abbracciarlo senza mezze misure! Come è possibile convincere gli altri di qualcosa di cui per primi non si è del tutto convinti? Un’insieme di persone non è detto che formi un gruppo. Un gruppo in quanto tale è tenuto insieme da ideali condivisi e più questi sono condivisi più il gruppo è saldo e ben stretto. Credo che sia arrivato il momento di stringerci ancora di più e di fare vera alleanza e là dove questo non fosse possibile (per un “non credo”personale), abbiamo il dovere di allontanare o allontanarci dal gruppo per non disgregarlo. Aldo Moro ha affermato: ”Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se in Italia non nascerà un nuovo senso del dovere»… Io personalmente non ho intenzione di stare a guardare un’Italia che si sgretola senza fare nulla. Sono stata lusingata di un incarico politico ed ho il dovere di lottare per spingere il carro insieme, per esempio, al nostro Segretario Politico Nazionale Angelo Sandri ed a tutti gli amici che la pensano come me (è a questo che serve un incarico politico). Starci seduti sopra delegando ad altri questa incombenza aggrava di ulteriori fatiche chi sta usando energie proprie per trainarlo. Quindi cari Amici, lasciamoci alle spalle il passato portando con noi solo gli esempi e gli insegnamenti che ne possiamo trarre, smettiamo di piangerci addosso e di fare interventi effimeri su argomentazioni prive di concretezza. Dibattere su questioni opinabili per il solo gusto di far polemica non è ciò di cui abbiamo bisogno! I giovani devono essere con noi, ma per avvicinarli dobbiamo essere convincenti a partire dalle riunioni. Non è sicuramente istruttivo, né tantomeno di buon esempio manifestare disgreganza fra di noi: infatti i giovani, come abbiamo rilevato da un’azione di monitoraggio a campione, non hanno più fiducia nella politica e nelle istituzioni, hanno rinunciato a credere negli ideali, perché negli ultimi anni hanno ricevuto da chi ci ha governato solo incertezze e precariato. Sono veramente pochi i giovani che hanno ideali politici ed altresì non vengono spronati da nessuno. La politica appare a loro come qualcosa di estraneo, che non gli appartiene. Le promesse non mantenute, gli scandali, l’opportunismo, i giochi di potere, queste sono le ragioni per le quali regna lo scetticismo tra le nuove generazioni. Dare il buon esempio, è il primo passo alla ri-conquista della stima e della fiducia della nuova generazione, ma è necessario che questo venga, oltre che capito, anche e soprattutto messo in pratica. Parafrasando un noto proverbio popolare: “chi male incomincia è a metà del disastro”. Direi che il disastro sarà totale se non si interviene risolutamente. I giovani hanno bisogno di modelli da imitare, di istruzione non solo verbale ma soprattutto comportamentale, di guide che dimostrino coi fatti e non più con parole! Siamo noi che seminiamo, loro sono il nostro stesso raccolto: se il lavoro di semina è stato buono, ce lo diranno i fatti! La vita è una sfida e ognuno deve giocarsela. Nella vita dobbiamo affrontare molti problemi. Dobbiamo superarli e mantenere alto l'onore. Di fronte a questa sfida i giovani d'oggi sono come macchine senza freni e non sanno dove stanno andando. E' nostro preciso dovere agire come freni, e l’unico modo è rimanere fermi sui valori e sugli ideali che la Democrazia Cristiana ha abbracciato, essere fedeli a quei principi statutari ed al suo regolamento, che dovrebbero essere il nostro pane quotidiano. I giovani hanno il diritto di avere la speranza per un futuro migliore, hanno il diritto di sentirsi protetti ed al sicuro. La loro forza è la nostra forza! Ed è nostro dovere capire quale ideale sia necessario richiamare per poter riportare in loro la fiducia. Catia Vela – Roma Vice-Segretario Organizzativo Nazionale della Democrazia Cristiana Responsabile Nazionale del Dipartimento D.C. per la famiglia catia.vela@dconline.info - cell. 338-5376374
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